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Hazem Ibrahim

Segretario generale del Consiglio nazionale sulla Disabilità del ministero delle Politiche sociali e del Lavoro della Repubblica araba siriana, ha partecipato al programma di formazione “sull’inserimento dei disabili nel mercato del lavoro”, al Centro, dal 27 settembre all’8 ottobre 2010.

Ci può parlare del suo ruolo all’interno del ministero?

Sono siriano e Segretario generale del Consiglio Nazionale sulla Disabilità del ministero delle Politiche sociale e del Lavoro. Numerosi rappresentanti di diversi ministeri, del settore pubblico, di ONG e soprattutto molti rappresentanti di disabili prendono parte a questo Consiglio, essendo esso stesso responsabile delle questioni d’invalidità a livello nazionale.

Quali erano le sue motivazioni e gli obiettivi che l’hanno portata a partecipare a questo programma? Più nello specifico, quali erano i suoi obiettivi individuali e istituzionali?

In realtà, anche se ero già membro del Consiglio, quando mi è stato proposto di partecipare a questa formazione, ero appena entrato in carica. Non presiedo il Consiglio, quella è una funzione che spetta al ministro delle Politiche sociali e del Lavoro; di cui io sono il Direttore generale.  Considerata l’importanza dell’ argomento trattato, questo programma mi è sembrato essere una buona occasione da un punto di vista personale e istituzionale. Dato che l’inserimento dei disabili nel sistema educativo è la mia priorità, a seguire vi è il loro lavoro.

Ora che sono a Torino, posso dire che il corso è davvero un’occasione interessante poiché i partecipanti provengono da ambienti culturali diversi e possiamo imparare dalle esperienze e dalle migliori pratiche degli altri, ciò che va bene e ciò che invece non funziona negli altri paesi. Trattiamo dell’inserimento dei disabili nel mercato del lavoro, ma affrontiamo anche contesti legali, i problemi istituzionali, le azioni di promozione e di pressione. È stata davvero un’ottima idea partecipare a questo corso e la mia istituzione ritiene che la mia formazione e i contatti che tengo con gli altri siano molto importanti.

Può raccontare qualcosa ai nostri lettori sulla sua esperienza in questa formazione?

Penso che questo corso mi abbia davvero trasformato, perché personalmente, prima di venire, non possedevo una grande esperienza sull’invalidità a livello internazionale; ero al corrente solo della situazione in Siria e nel Medio Oriente. Adesso ho acquisito una prospettiva internazionale, grazie all’incontro con persone dall’Africa, dall’Asia e dai Caraibi. Il corso non è stato solo interessante, ma è stato per me una vera e propria trasformazione, e al tempo stesso motivante e cooperativo.

 

Pensa di aver acquisito nuove idee e prospettive sui diversi mezzi per affrontare alcuni problemi o riflettere su determinate difficoltà?

 

Assolutamente. Basandomi sulle esperienze degli altri, ho ottenuto informazioni sui diversi modelli nazionali, sui vari momenti ai quali alcuni paesi si sono interessati e alle questioni d’invalidità. Gli altri partecipanti mi hanno permesso di informarmi sui modelli più efficaci, sul loro aggiornamento, sulle nuove idee e io cercherò di adattarle al contesto siriano.

Abbiamo potuto vedere il contributo dell’OIL. Abbiamo fatto molte “visite sul campo” in Italia, nelle cooperative, al centro di formazione e di rieducazione di Milano e al servizio pubblico per l’impiego di Torino. Queste visite sono state molto costruttive e i corsi sono tutti basati  sull’interazione. La natura interattiva della formazione è veramente importante per imparare gli uni dagli altri e per riflettere e discuterne insieme. Siamo cresciuti e ci siamo trasformati assieme.

 

Cosa intende fare una volta tornato nel suo paese? Questo corso le ha dato delle idee su nuove attività o azioni da proporre?

 

Sicuramente proporrò quello che ho imparato ai miei colleghi e alle altre parti interessate. Dobbiamo tutti prendere in considerazione quello che ho imparato qui in termini di strategie, piani, tattiche, programmi e idee, e cercare di vedere come integrarli nel sistema. Dato che oggi, in Siria, abbiamo appena cominciato un processo istituzionale connesso al lavoro dei disabili che si basa su un nuovo approccio, su un nuovo modello. Tutto questo capita quindi a proposito. In questo momento sto lavorando a un regolamento sulla legislazione relativa al lavoro nel settore privato e includerò parecchie idee.

 

Quali ripercussioni pensa che questa formazione avrà sul suo lavoro e sulla sua organizzazione?

 

Dispongo di un piano nazionale e devo assicurami che verrà realizzato nel modo giusto. Mi assicurerò che questa tematica trasversale prenda ancora più piede. Porto con me molte idee per i mass media, per gli altri ministeri e attori che non sempre si pensa di rendere partecipi.

 

Pensa che altri colleghi dovrebbero partecipare a questa attività?

 

Certo. Come già detto, non sono solo, ho bisogno di altre persone al mio fianco, di altri decisori e consiglierei senza alcun dubbio ad altri colleghi di seguire questa formazione. L’ideale sarebbe avere la possibilità di tenere questo genere di corsi a livello regionale affinché la lingua non sia un ostacolo. Lo si potrebbe d’altronde considerare un handicap, perché un certo numero di persone non parlano inglese. Perché non organizzare un corso adatto alla regione del Medio Oriente, magari all’OIL di Beirut. Ad ogni modo consiglierò questo corso e spero di poterne frequentare un altro!

 

Come si è sentito al Centro durante il suo soggiorno?

 

Mi è piaciuto il campus, è molto ben organizzato, ordinato e pulito, molto piacevole. È anche accessibile per me che mi sposto in carrozzina. Penso che il 95% del campus sia accessibile, per non dire che è perfetto, visto che si può sempre migliorare. Mi sono sentito molto indipendente e autonomo. Ho apprezzato la compagnia di persone con una cultura diversa. Ho amato la diversità del Centro, la possibilità di incontrare persone di paesi che non si è magari nemmeno in grado di trovare sulla cartina geografica; è sicuramente un luogo ideale per stabilire contatti.


Hazem Ibrahim
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