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Remy Maurice Ufitinema

Vincitore del premio per il giornalismo sui diritti del lavoro in Rwanda, nel quadro del progetto del Centro su "Sensibilizzazione e rafforzamento delle capacità in materia di diritti umani in Ruanda, con particolare attenzione ai diritti del lavoro"(1), co-finanziato dalla Unione Europea Intervista a Remy Maurice Ufitinema Conseguito il premio per il suo articolo sul congedo di maternità “Donne lavoratrici ruandesi divise tra la ragione e la salute”, Remy Maurice Ufitinema attualmente è caporedattore per la televisione ruandese.

Perché è diventato un giornalista e che cosa Le piace del Suo lavoro?

Quando ero un bambino, mi piaceva ascoltare la radio: notizie, soprattutto di sport, sport internazionale. Mi è piaciuto molto e ho deciso di diventare un giornalista. Sono nato in campagna, e mi piaceva quando sentivo storie di casa mia, che é lontano dalla capitale del paese, in cui hanno sede le stazioni radio. Sono cresciuto amando questa professione, e volevo diventare un giornalista. Quando ho finito l'università, sono stati pubblicizzati alcuni posti alla televisione nazionale:  mi sono candidato, ho superato l'esame e ottenuto il lavoro. Quindi il mio sogno si è avverato nel 2007.  Da allora, ho deciso di essere uno strumento per cambiare la vita delle persone. Io paragono il mio lavoro a quello di un medico, che prescrive farmaci ai pazienti. Nella nostra società ci sono problemi e il ruolo del giornalista è quello di trovare e proporre soluzioni a questi problemi. Inoltre, egli deve anche dare il buon esempio, indicare come le cose dovrebbero essere fatte, come un medico quando scrive le prescrizioni.

 

Si trova mai di fronte al dilemma etico di essere uno spettatore che racconta una storia, quando avrebbe potuto aiutare in una situazione? Come lo ha risolto?

Potrei citare un caso nel 2012. Ero in campagna, stavo facendo un reportage sulle persone senza un alloggio decente. Vivevano in case con tetti di paglia ma le autorità locali pensavano di aver già risolto il problema per tutte le famiglie in quella zona. Ho comunicato loro che c'erano ancora famiglie che vivevano in quelle case, e dopo un mese le famiglie hanno avuto nuove abitazioni. Richiamando l'attenzione ai problemi della gente, è possibile garantire che le autorità scoprano questi problemi e forniscano soluzioni, dando alla comunità un futuro migliore. Questo articolo è stato anche uno strumento per la mia carriera, perché mi è stato assegnato un premio.

 

Stephen King ha detto: "Se non si ha tempo di leggere, non si ha tempo per scrivere." Come si prepara per le Sue notizie?

Ho una laurea in letteratura inglese, che è principalmente sulla lettura e scrittura di altre persone. Mi piace leggere. Ogni mattina leggo quanto più possibile: notizie su mio paese, notizie sul resto del mondo. E quando non riesco a leggere, ascolto le notizie alla radio o guardo in TV. Mi piace ricercare e studiare a fondo ogni argomento di cui che voglio scrivere o raccontare alla gente. La mia formazione, la mia volontà di imparare sempre di più, insieme con il fatto che io sono perseverante, sono tutti importanti nel mio lavoro.

 

Che dire di questo concorso, in competizione con altri giornalisti per una storia e un’esperienza internazionale su un argomento che sente così vicino?

Abbiamo preso parte a un'attività di formazione in Ruanda, dove abbiamo imparato molto, soprattutto sui diritti dei lavoratori. Mi è piaciuta la formazione perché mi ha portato qualcosa di nuovo. Ho imparato che il modo in cui abbiamo affrontato le storie su argomenti relativi al lavoro non era appropriato, perché ci mancavano alcune informazioni. La formazione ci ha insegnato come affrontare queste storie, soprattutto per quanto riguarda la promozione, la ratifica e l'applicazione delle norme internazionali. Nel nostro paese, per esempio, la norma sul congedo di maternità non è ratificata. Sapevo che era una questione interessante, perché il mio paese ha fatto molto per promuovere i diritti delle donne: infatti, le donne rappresentano il 65 per cento della presenza parlamentare. Prendete la storia del Ruanda, e il genocidio durante il quale un milione di persone sono state sterminate in 100 giorni. Ora il Rwanda è impegnato ad essere attivo su molti fronti, perché troppi anni sono stati sprecati, e il paese vuole andare avanti in fretta. Stiamo facendo progressi globali. Le donne vanno a scuola, guadagnando posizioni importanti nel governo e altrove. Al momento c'è un dibattito sul congedo di maternità: voglio dimostrare che vi è una soluzione riconosciuta a livello internazionale, una norma adottata da un organizzazione che riunisce tutte le parti interessate - governi, lavoratori e datori di lavoro. Ho voluto parlare di questo, perché offre una soluzione che può aiutare il paese.

 

Oltre alla possibilità di partecipare a un'attività di formazione internazionale, credo che questo premio sia stato per Lei l'occasione di far luce su un problema nel Suo paese. Come pensa di aver contribuito alla sua soluzione? Perché ha a cuore questo problema?

Non si tratta solo di motivi personali: sto anche pensando al mio paese. Molti eventi e dibattiti sono in corso, ma nessuno pensa alla Convenzione, che potrebbe fornire una soluzione. Come essere umano, posso capire che questo sia un problema per le donne e le famiglie, perché se si perde l'80 per cento dello stipendio, questo è un grande problema.

 

Pensa a se stesso come un difensore dei diritti umani?

Mi piacciono le storie legate ai temi sociali. Nella mia carriera da giornalista, sono stato promosso alla carica di caporedattore, ma durante i miei primi anni come giornalista, ho parlato di questioni sociali, di persone con problemi, la povertà, e mi sono state chieste delle soluzioni. Mi piace la giustizia sociale, poiché vivo in un paese povero. Che cosa possiamo fare per andare avanti in fretta? Ci sono ostacoli, ovviamente, ma lavorando insieme possiamo farcela. Nel mio paese ora stanno parlando di un fondo di maternità, una soluzione comune.

 

Può dire ai nostri lettori qualcosa della Sua esperienza ora con questo corso?

Ho partecipato anche alla prima edizione in Ruanda e posso confermare che le attività di formazione sono fondamentali per comprendere e scrivere correttamente su storie relative al lavoro. Veniamo informati con dati appropriati, riferimenti, le fonti, le informazioni, e veniamo a sapere che una storia relativa all’argomento lavoro, non è interessante se non incorpora l'aspetto umano.

 

Secondo Lei, questa formazione può essere raccomandata ad altri giornalisti?

Moltissimo, perché ovviamente non sappiamo tutto ... E qui si impara tantissimo!

 

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(1) Il premio ha lo scopo di diffondere informazioni sulle norme internazionali del lavoro e il lavoro degli organi di controllo internazionali in Ruanda, sensibilizzando i cittadini sui diritti umani internazionalmente riconosciuti sul posto di lavoro e la loro rilevanza per le questioni locali sociali e di sviluppo. Il premio consisteva in una borsa di studio per frequentare un corso di formazione internazionale per giornalisti e professionisti dei media al Centro.


Remy Maurice Ufitinema
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